| C´e´ una frenata nella compravendita delle case, in Liguria, ed è a doppia velocità: molto più forte nei capoluoghi che nel resto delle province. E´ quanto emerge dall´analisi dei dati dell´Agenzia del Territorio relativi all´andamento del mercato immobiliare residenziale ligure dello scorso anno che evidenziano una flessione degli scambi complessiva del 15,40% nei quattro capoluoghi e dell´11,40% negli altri comuni. A livello di capoluoghi, il calo maggiore è stato registrato a la Spezia con un - 19,10%, seguita da Savona (-17,60%) e da Genova con un meno 15,60%, In controtendenza Imperia che spunta un + 2,40%. A livello regionale la discesa degli scambi già consistente a fine 2007 (-9,7%), lo scorso anno è continuata in maniera più accentuata con un significativo - 13%. La caduta è continuata anche nel 2009.
In buona sostanza, nel corso di due anni e mezzo, a Genova città si è perso circa il 30 per cento delle vendite. Tradotto: per ogni dieci case che si vendevano a Genova alla fine del 2006, oggi siamo a sette case che passano di proprietà, all´interno del campo residenziale. Un vero e proprio crollo del mattone.
«La difficile situazione che si è venuta a creare con il crack finanziario e poi con la crisi congiunturale - spiega Alessandro Ghisolfi, direttore uffici studi Ubh - ha inciso in maniera sensibile sulle intenzioni di acquisto delle famiglie liguri, in particolare quelle composte da stranieri e da giovani coppie con scarsa liquidità e con possibilità minime di poter ottenere mutui per l´acquisto della prima casa con una copertura vicina al 100% del valore dell´abitazione».
Il mercato residenziale ligure è dominato da Genova e della sua provincia con una quota di mercato del 48% sul totale, segue la provincia di Savona con il 23%, quella di Imperia con il 17% e di La Spezia con il 12%. Risulta, quindi, evidente l´interesse a focalizzare l´analisi sull´andamento dei valori degli immobili residenziali di Genova dove i prezzi delle case proseguono nel loro processo di "aggiustamento". In periferia, i valori immobiliari dopo il secco meno dieci per cento del 2008 nel primo semestre di quest´anno hanno perso un ulteriore 5,5%. Leggermente più contenuti i cali in centro e in semicentro dove i prezzi degli immobili residenziali hanno, mediamente, perso lo scorso anno l´8 per cento del loro valore al quale va aggiunto un ulteriore 4 per cento nella prima parte del 2009.
E poi c´è un altro problema molto concreto, l´allungamento (spesso pesantissimo) dei tempi necessari a vendere un appartamento. «L´allungamento della tempistica necessaria per concludere la compravendita - avverte Ghisolfi - è il segnale che fa prevedere un´ulteriore flessione dei prezzi. Esistono, infatti, delle "sacche di resistenza" composte da quella parte di venditori che non recedono dalle loro richieste, pur avendo immesso le abitazioni sul mercato da oltre 8 mesi».
A Genova si è passati dai 5 mesi del 2008 ai sei mesi di quest´anno, con punte di 8-12 mesi. E l´allungamento del periodo di "giacenza" sul mercato della casa in vendita si fa sentire anche negli sconti mediamente concessi dai venditori che dal 12-14% del 2008 si sono attestati quest´anno a quota 15-17%. Le previsioni a livello regionale per la seconda parte del 2009 non sono ancora positive e, nella migliore delle ipotesi, di fermano ad una conferma delle attuali tendenze di mercato.
Per quanto concerne il mercato immobiliare residenziale costiero, la Liguria conferma uno stato di salute neppure troppo negativo rispetto alle prospettive che si aprivano alla fine del 2008. In termini generali la domanda di acquisto è diminuita. Nell´articolo di analisi, in questa stessa pagina, la situazione nelle due Riviere, quella di Levante e quella di Ponente.
di Rosa Serrano
(07 luglio 2009) |